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Cosa significa essere non binari? Genere e pronomi spiegati

Non binario significa che l’identità di genere di una persona non rientra esclusivamente nella categoria di uomo o donna. È un termine ampio, non una terza casella prestabilita in cui tutti devono riconoscersi allo stesso modo. Il modo in cui ciascuno descrive il proprio genere varia da persona a persona.

Come si può capire il significato?

Per alcune persone, una parte delle parole uomo e donna è adatta; per altre, nessuna delle due. Non binario può essere una definizione a sé oppure un termine più ampio, affiancato a una parola più personale. Il Transgender Infopunt spiega che al centro ci sono l’esperienza di genere e la definizione che ciascuno dà di sé.

Un esempio immaginario: Noor dice che né donna né uomo descrivono del tutto Noor e per questo usa il termine non binario. Non serve fare un calcolo per stabilire esattamente quanto si riconosca nell’una o nell’altra categoria. La definizione può già esprimere con chiarezza ciò che Noor desidera comunicare.

Non binario significa transgender?

I termini possono sovrapporsi. Transgender descrive un’identità di genere che non corrisponde, o non corrisponde del tutto, al sesso assegnato alla nascita. Alcune persone non binarie si definiscono anche trans, altre non usano questa parola. Non spetta a te scegliere al posto di un’altra persona.

Genderqueer è un altro termine che alcune persone usano per descrivere il proprio rapporto con le categorie di genere. Anche questo non è automaticamente intercambiabile con non binario. Se una persona usa una parola, non attribuirle subito anche tutti i termini correlati come etichette aggiuntive.

Una persona non binaria deve avere un aspetto androgino?

No. Androgino descrive spesso un aspetto in cui caratteristiche considerate maschili e femminili si mescolano o non sono nettamente distinguibili. L’identità di genere riguarda chi è una persona. Questa differenza lascia spazio a tanti modi di vestirsi e di presentarsi.

Una persona può essere non binaria e amare gli abiti, scegliere un completo oppure indossare ogni giorno la stessa semplice maglietta. Anche cambiare pettinatura non modifica automaticamente la sua identità. Meglio chiedere che cosa desidera raccontare di sé, invece di trarre conclusioni dal suo aspetto.

Quali pronomi usare?

Non esiste un unico elenco obbligatorio. Nell’esempio olandese, una persona può usare «die», «hen», «hij» o «zij», oppure più di una forma. Non esiste un equivalente diretto e condiviso in italiano per tutti questi pronomi: puoi seguire la scelta della persona o usare il nome. Le indicazioni linguistiche di Transgender Netwerk consigliano di rispettare i pronomi che una persona usa per sé. Se non li conosci, puoi chiedere semplicemente: «Quali pronomi usi?»

Ecco due esempi originali di come possono comparire in una frase di tutti i giorni:

  • Die e diens, nell’esempio olandese: «Bo ha prenotato. Bo arriva un po’ prima, perché il treno di Bo passa solo una volta all’ora».
  • Hen e hun, nell’esempio olandese: «Jamie porta un gioco. Jamie lo ha ricevuto ieri e vuole provare il nuovo gioco».

I nomi sono solo esempi e non indicano quali pronomi usi una persona reale con quel nome. Non serve nemmeno indovinare in base alla voce. E se sbagli, puoi correggerti brevemente e continuare la conversazione.

Se qualcuno te lo racconta personalmente

Può bastare rispondere: «Grazie per avermelo detto. C’è qualcosa che vorresti che facessi diversamente?». Forse la persona desidera usare un altro nome, forse vuole solo condividere qualcosa. Prima di parlarne in gruppo, chiedi anche se gli altri sono già al corrente.

Così una comunicazione personale resta nelle mani di chi l’ha fatta. Non devi capire tutto subito per rispettare una richiesta concreta.