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Queer e queerness: significato e uso

Queer può essere un’identità personale, ma anche un termine ampio legato al genere e alla sessualità. Alcune persone scelgono questa parola perché non si riconoscono in un’unica etichetta più specifica. Altre si definiscono, per esempio, lesbiche, bi o trans e usano anche queer. Non tutti si sentono a proprio agio con questa parola per descriversi.

Che cosa significa queerness?

Queerness è un sostantivo inglese che indica l’essere queer. In un testo può riferirsi a come una persona vive questa esperienza, oppure a come emerge nell’arte e nei racconti. Non è un orientamento distinto da queer.

Un esempio nella nostra lingua chiarisce la differenza. «Sono queer» è una descrizione personale. «In questo racconto la queerness è al centro» dice qualcosa sul tema o sul punto di vista del racconto. In entrambi i casi serve altro contesto per capire che cosa intende esattamente chi parla.

Perché qualcuno sceglie di definirsi queer?

Movisie descrive queer sia come identità personale sia come termine ombrello. Questa parola può lasciare spazio senza che una persona debba scegliere una categoria ben delimitata. Questo non significa automaticamente che abbia dei dubbi o che stia aspettando di trovare un’etichetta definitiva.

Immagina che Sam dica: «Per me queer è più adatto di una sola parola per dire chi mi attrae». Non è necessario chiedere subito quale parola più precisa ci sia dietro. Puoi rispondere a quello che Sam ti ha raccontato. Magari la conversazione riguarda una relazione, il riconoscersi in un film o le persone con cui Sam si sente a proprio agio.

Qual è la differenza rispetto ad altre parole?

Tre parole che non significano la stessa cosa
Parola Che cosa chiarisce
Queer Può essere un’autodefinizione ampia relativa all’orientamento, al genere o a entrambi.
LGBTQIA+ Una sigla collettiva che comprende gruppi e concetti diversi.
Non binario Un’identità di genere che non è esclusivamente maschile o femminile.

Una persona può quindi essere non binaria e definirsi anche queer. Un’altra usa solo non binaria. Non è necessario sostituire un termine con l’altro. La sigla LGBTQIA+ è utile quando si parla di più gruppi, ma dice poco di una singola persona.

Perché queer può essere una parola delicata?

Queer ha anche una storia di uso offensivo. Alcune persone se ne sono riappropriate come termine positivo per definirsi. Per altre, invece, la parola resta legata a esperienze negative. Entrambe le reazioni possono coesistere.

Perciò, dire «A me sembra una bella parola» non è un motivo per usarla contro la volontà di qualcuno. Se una persona preferisce gay o lesbica, rispetta la sua scelta. Non occorre trasformare la cosa in una discussione su quale definizione sia più moderna.

Come usarla senza attribuire un’identità a qualcuno?

Quando parli di te, puoi scegliere la parola che senti più adatta. Quando parli di un’altra persona, puoi usare le parole che sceglie per sé. Se la sua identità non è rilevante per quello che stai raccontando, puoi semplicemente non menzionarla. «Questo è il mio collega Sam» di solito non richiede altre spiegazioni.

Per fare una domanda personale, puoi prima lasciare spazio: «Ti va di raccontarmi che cosa significa queer per te?» Un no è una risposta completa. E se qualcuno ti racconta qualcosa in confidenza, non significa che tu abbia il permesso di riferire ad altri quella definizione in seguito.