La soddisfazione sessuale non si misura con un numero
La frequenza dei rapporti sessuali non dice, da sola, se una coppia è soddisfatta. La frequenza conta i momenti, ma non indica automaticamente se sono desiderati o piacevoli, che significato abbiano per ciascuno o se manchino altre forme di intimità. Un numero può essere lo spunto per una conversazione, ma non è un voto per la relazione.
La frequenza è solo una parte dell’esperienza
Due persone possono trovare piacevole lo stesso ritmo oppure avere opinioni molto diverse. Una persona può essere soddisfatta della frequenza dei rapporti e desiderare comunque più attenzione o vicinanza. L’altra può desiderare di fare sesso più spesso e sentirsi comunque legata alla partner o al partner. Anche i desideri possono cambiare nel tempo.
Può essere utile, prima di tutto, capire cosa intendi con la tua domanda. Ti interessa sapere quanto spesso fate sesso? Come vivi il vostro contatto? Ti manca qualcosa o vorresti poter dire con sincerità che cosa vuoi e che cosa no? Sono argomenti diversi. Non devi risolverli tutti in una sola conversazione.
Non esiste un numero fisso che valga come riferimento per tutte le coppie. Se un numero ti preoccupa, puoi spiegare perché senza trasformarlo in una pretesa o in un rimprovero. Per esempio, invece di chiedere soltanto: «Perché lo facciamo così di rado?», prova anche a spiegare che cosa vorresti capire.
Chiediti che cosa c’è dietro quel numero
Spesso la conversazione diventa più concreta se parti dalla tua esperienza e poi fai una domanda aperta. Scegli un momento in cui avete tempo per ascoltarvi, non durante un disaccordo né quando qualcuno si sente sotto pressione.
- Se ti manca fare più sesso: «Ultimamente desidero fare sesso più spesso. Mi piacerebbe sapere come vivi la nostra intimità».
- Se il vostro ritmo ti soddisfa, ma vuoi confrontarti: «A me il nostro ritmo va bene. Tu come lo vivi?»
- Se ti manca soprattutto la vicinanza: «Mi manca passare del tempo tranquilli insieme. Tu come vivi la nostra intimità?»
- Se non sai cosa ne pensa l’altra persona: «Ne parliamo senza dover decidere subito qualcosa?»
Puoi anche chiedere: «Che cosa ti fa stare bene nel modo in cui viviamo l’intimità?» oppure «C’è qualcosa che vorresti fosse diverso?». Lascia spazio a una risposta diversa dalla tua. Avere desideri diversi non significa che qualcuno abbia torto, e una conversazione non obbliga nessuno a fare sesso o a svolgere un’altra attività.
Parlate anche di ciò che vi fa stare bene quando siete insieme
Un conteggio non dice quali momenti vorresti rivivere. Per esempio, puoi dire: «Mi è piaciuto che l’altra volta non dovessimo andare da nessuna parte» oppure «Mi manca che ogni tanto sia tu a prendere l’iniziativa». Così parli di qualcosa di diverso dal numero di rapporti sessuali.
Non trasformare la conversazione in una scheda di valutazione della tua partner o del tuo partner. È meglio scegliere un’esperienza e parlarne con curiosità: che cosa è piaciuto all’altra persona, se c’era fretta e se c’era spazio per desiderare qualcosa di diverso? Sono domande personali, non un test sulla qualità della vostra vita sessuale.
Quando riassumi ciò che hai sentito, lascia spazio a eventuali correzioni: «Pensavo che ti mancasse soprattutto fare sesso più spesso, ma forse per te conta anche chi prende l’iniziativa. Ho capito bene?». Non decidere in anticipo, sulla base di questa supposizione, di che cosa avrà bisogno l’altra persona da ora in poi.
Un esempio senza una soluzione ideale
Un esempio inventato: Noor desidera fare sesso più spesso. Sam è soddisfatto del ritmo attuale, ma sente la mancanza di momenti tranquilli da condividere. Noor può dire: «Desidero più intimità. Tu come la vivi? Che cosa ti farebbe stare bene?». Sam può rispondere: «Per me il numero di momenti va bene. Mi piacerebbe, però, passare del tempo insieme senza dovermi chiedere se finirà per forza con il sesso».
Non devono decidere subito di fare sesso più spesso. Possono prima parlare di quale tipo di tempo insieme farebbe stare bene entrambi, oppure prendersi una pausa dalla conversazione e riprenderla più avanti. Se una proposta non fa stare bene una delle due persone, possono cercare un’alternativa o non prendere accordi. L’obiettivo è capirsi meglio, non far prevalere un desiderio sull’altro.
Se la conversazione si fa difficile
Se ti accorgi che inizi a metterti sulla difensiva, a fare rimproveri o a insistere perché l’altra persona ti dia una risposta diversa, fermati un momento. Puoi dire: «Mi accorgo che questa cosa mi tocca. Ne riparliamo più tardi?». Una pausa non deve chiudere l’argomento: vi dà la possibilità di riprenderlo in un momento più tranquillo.
Se l’altra persona rifiuta una proposta, non insistere. Puoi chiedere se le va di riparlarne più avanti. E se qualcosa non ti fa stare bene, puoi dirlo e fermarti. Nessuno deve portare a termine un’attività per soddisfare l’altra persona.
E se il numero di rapporti va bene a entrambi, ma vi manca comunque qualcosa?
In quel caso, non è necessario partire dal cambiamento della frequenza. Forse desideri più tranquillità, una diversa alternanza nell’iniziativa o del tempo per raccontarvi che cosa vi è piaciuto. Parla del desiderio in sé: «Non ho bisogno di fare sesso più spesso, ma mi piacerebbe avere meno fretta». L’altra persona può condividere un’esperienza diversa.
Se invece avete opinioni diverse sulla frequenza dei rapporti, è un argomento che merita una conversazione a sé. Fare la media dei vostri desideri non significa che dobbiate fare sesso. Cercate soltanto possibilità che entrambi scegliate liberamente; accordarsi per passare del tempo insieme non equivale a dare in anticipo il consenso a fare sesso.
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