Come sostenere una persona che fa coming out: ascolta, fai domande e rispetta la riservatezza
Se qualcuno ti parla del proprio orientamento sessuale, della propria identità di genere o di qualcos’altro di personale, reagisci con calma e ascolta. Non devi trovare subito le parole perfette. Ringrazia la persona per la fiducia e chiedile di cosa ha bisogno in quel momento. Lascia che sia lei a decidere cosa raccontare, quali parole usare e chi può saperlo.
Comincia ascoltando
Spesso basta una risposta semplice: “Grazie per avermelo raccontato.” Poi puoi chiedere: “Ti va di raccontarmi altro o preferisci che ti ascolti e basta?” Così l’altra persona non deve anche darti subito indicazioni su come reagire.
Per esempio, puoi mettere via il telefono e lasciare che finisca di parlare. Se non sai cosa significa una parola, aspetta un momento più adatto per chiedere. La prima reazione non deve trasformarsi in una lezione completa di terminologia.
Lascia che sia l’altra persona a scegliere le parole
Non dedurre da una sola conversazione cosa significhino l’identità, le relazioni, l’aspetto o il futuro di una persona. Usa le parole che sceglie lei. Non sai quale nome o forma di appellativo preferisce? Chiedi con calma: “Quale nome e quali parole vuoi che usi?”
È comprensibile essere curiosi, ma le domande personali non sono sempre gradite. Prima puoi chiedere: “Ti va se ti faccio una domanda su questo?” Se l’altra persona preferisce non rispondere, lascia cadere l’argomento.
Chiedi quale sostegno è gradito
Per sostenere qualcuno non serve fare grandi gesti. È meglio chiedere di cosa ha bisogno anziché darlo per scontato. A seconda della conversazione, per esempio, puoi:
- Ascoltare senza proporre subito soluzioni: “Vuoi che ci ragioni insieme a te o ti basta che ti ascolti?”
- Aiutare a scrivere un messaggio o a preparare una conversazione, se te lo chiede. Lascia che sia la persona a decidere cosa dire, a chi scrivere e quando.
- Passare semplicemente del tempo insieme. Proponi un’attività familiare e chiedi se le va di parlare o se preferisce fare altro per un po’.
- Mandare più tardi un breve messaggio: “Ripensavo alla nostra conversazione. Ti va di parlarne o preferisci che ti lasci un po’ di spazio?”
In quel momento hai poco tempo o poca attenzione da dedicare? Dillo con gentilezza e chiarezza. Puoi dire: “Voglio ascoltarti con la dovuta attenzione, ma adesso non riesco a parlare con calma. Per te andrebbe bene un altro momento?” Prendi un impegno solo se puoi mantenerlo.
Concordate con chiarezza cosa mantenere riservato
Non condividere la storia con amici, familiari o colleghi senza il permesso della persona. Puoi chiedere, per esempio: “Chi lo sa già e con chi posso parlarne, o con chi è meglio che non ne parli?” Se serve, chiarite se l’accordo vale anche per certe persone o situazioni. Per esempio, la persona potrebbe essere d’accordo che tu ne parli con una persona fidata, ma non con la famiglia.
Fai attenzione anche a ciò che condividi in formato digitale: non inoltrare schermate della conversazione e non pubblicare foto con didascalie che rivelino qualcosa di personale. Se vuoi parlare con qualcuno della tua reazione, chiedi prima cosa puoi raccontare e non includere dettagli che rendano riconoscibile la persona, se non sono necessari.
Se dici qualcosa di inopportuno
Potresti aver bisogno di un momento per rispondere. In tal caso puoi dire: “Voglio risponderti con attenzione. Grazie per avermelo raccontato.” È più chiaro che dare una risposta affrettata che non ti rispecchia.
Hai fatto un’assunzione o usato le parole sbagliate? Rimedia in modo breve: “Scusa, ho dato per scontato qualcosa. Quali parole vuoi che usi?” Ascolta la risposta e vai avanti. Non dilungarti a spiegare le tue intenzioni e non chiedere all’altra persona di rassicurarti.
Cosa è meglio dire in un altro modo?
| Una risposta che può spostare l’attenzione su chi ascolta | Una possibile alternativa |
|---|---|
| “L’avevo già capito da tempo.” | “Mi fa piacere che tu abbia scelto di raccontarmelo.” |
| “Ma non sei già in una relazione?” | “Cosa vuoi che sappia a questo proposito?” |
| “Quando lo dirai a tutti?” | “Chi può saperlo?” |
Questi esempi non sono risposte obbligatorie. Mostrano come mantenere l’attenzione sulla storia dell’altra persona, senza mettere al centro le proprie supposizioni o i propri programmi.
Concordate cosa succederà dopo
Puoi concludere chiedendo: “Vuoi che ti chieda più avanti come stai o preferisci riprendere tu il discorso quando vorrai parlarne?” Rispetta l’accordo. Così dimostri che ci sei, lasciando però all’altra persona il controllo della propria storia.
Se vuoi parlarne con qualcuno al di fuori della tua cerchia
Puoi anche chiedere informazioni su come sostenere una persona a te vicina rivolgendoti a un’associazione LGBTQIA+ o a un servizio di ascolto del tuo territorio. Per esempio, nei Paesi Bassi il COC indica Switchboard come punto di riferimento per domande di questo tipo, per persone di ogni età. Chiedi un consiglio su come reagire senza condividere dettagli personali non necessari sull’altra persona.