SSC nel BDSM: cosa significano SSC, RACK e PRICK?
SSC sta per Safe, Sane and Consensual, cioè sicuro, consapevole e consensuale. Nel BDSM richiama la sicurezza, le scelte ponderate e il consenso. RACK mette l’accento sulla consapevolezza dei rischi; PRICK sottolinea anche la responsabilità personale. Sono concetti utili per una conversazione, ma non dimostrano che un accordo sia valido o che un’attività sia priva di rischi.
Le tre sigle a confronto
| Concetto | Per esteso | Accento |
|---|---|---|
| SSC | Safe, Sane and Consensual (sicuro, consapevole e consensuale) | Sicurezza, scelte consapevoli e consenso |
| RACK | Risk Aware Consensual Kink (pratiche kink consensuali con consapevolezza dei rischi) | Consapevolezza dei rischi e consenso |
| PRICK | Personal Responsibility, Informed Consensual Kink (pratiche kink consensuali e consapevoli, con responsabilitĂ personale) | ResponsabilitĂ e consenso informato |
Il termine «sane» è controverso: non usarlo per formulare diagnosi o giudicare i desideri di qualcuno. Nessuna di queste sigle rende un’altra persona responsabile del fatto che tu oltrepassi un limite.
Spiega cosa intendi con un accordo chiaro
«Facciamo tutto secondo SSC» sembra chiaro, ma non dice ancora che cosa avete concordato. Per esempio, puoi iniziare la conversazione così: «Mi incuriosisce esplorare dei ruoli, ma per ora voglio solo parlare di ciò che ci piace». In questo modo, un concetto generale diventa un desiderio circoscritto.
Parlate dei ruoli che volete esplorare, di cosa rientra o meno nell’accordo e di quali parole o gesti userete per fermarvi. Chiedi anche quali esperienze ha avuto l’altra persona e cosa le fa piacere dopo. Parlare di questi aspetti non equivale a dare istruzioni tecniche su un’attività .
Quattro frasi per rendere piĂą concreta una risposta vaga
- «Dici di avere esperienza. Che cosa hai fatto esattamente in passato e cosa sarebbe una novità per te?»
- «Voglio parlarne, ma questo non significa che voglia provarci.»
- «Questa idea mi piace; vorrei escludere quell’altra parte.»
- «Dopo, vorrei avere un momento tranquillo per me, poi parlare brevemente con te.»
Questi esempi mostrano quanto possano essere diversi gli accordi. Non devi usarli tutti come un questionario. Scegli la frase che affronta ciò che non è ancora chiaro e ascolta per capire se la risposta riguarda davvero la tua domanda. «Fidati di me» per esempio non spiega che cosa ha in mente l’altra persona.
La parola di sicurezza non è necessaria per poter fermare tutto
Il consenso è sempre volontario e può cambiare. Un sì dato in precedenza non vale automaticamente per un’azione successiva. Anche senza aver concordato una parola di sicurezza, un no conta. Il silenzio o il fatto di non opporsi non sono consenso; se l’altra persona si ritrae, si irrigidisce o sembra incerta, fermati e chiedile di cosa ha bisogno.
Una possibile risposta è: «Ci fermiamo. Vuoi un po’ di spazio o preferisci che resti con te?» Non insistere per un altro minuto e non chiedere prima una buona ragione. La responsabilità personale evocata da PRICK non rende superfluo prestarsi attenzione a vicenda.
Quale modello dovresti scegliere?
Non devi stabilire quale sia il migliore. Se tu dici RACK e l’altra persona SSC, non iniziare difendendo le sigle. Chiedi: «Quale accordo concreto ritieni importante in questo caso?» Una risposta chiara è più utile che usare la stessa sigla intendendo cose diverse.